madonna del rosario coi santi - complesso monumentale donnaregina

I COLORI DEL MUSEO DIOCESANO
Blu – Febbraio 2019

La tela, firmata e datata dall’artista sullo scalino ai piedi dei due Santi, era originariamente collocata nella cappella De Riso-Perrotta in Santa Maria delle Grazie a Caponapoli1, complesso monastico fondato dai frati pisani del Beato Pietro giunti a Napoli nel 1412 i quali, salvo le vicissitudini dovute alle soppressioni murattiane e post-unitarie, ebbero in cura la chiesa fino alla morte dell’ultimo di quelli nel 19532.

All’interno dell’aula sacra il tema mariano era ampiamente declinato e molte venerate immagini della Vergine si conservavano lungo gli altari laterali; quella dipinta da Evangelista Schiano, allievo di Francesco Solimena, vede il classico tema della “Madonna del Rosario” in una composizione piramidale al cui vertice c’è la dispensatrice della corona, mentre sottostanti i Santi Domenico e Rosa da Lima.

particolare madonna del rosario coi santi - complesso monumentale donnaregina

Numerosa la presenza di angioletti i quali ora spuntano tra le nubi, ora da panneggi sollevati, ora presi quasi in momenti di scherzoso gioco (la contesa del cesto di fiori col Bambino Gesù, la curiosità del contemplare la stella-attributo, il capolino da dietro il ginocchio di Santa Rosa), senza ignorare nel simbolismo il bel richiamo al gioco di parole “Domini-canes” suggerito appunto dalla bestiola che in bocca tiene una candela accesa: proprio dell’Ordine erano la custodia, la salvaguardia e la fedeltà dottrinale del credo cattolico, qui riassunti dal pittore nell’eloquente dettaglio.
La gestualità raccolta e i movimenti fissati, assieme all’intensità dei colori, fanno della tela una solenne evocazione di una delle devozioni più care al popolo partenopeo.

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Il culto alla “Madonna del Rosario”, che nella Basilica di Pompei vede il suo santuario in Italia più famoso, nasce con l’Ordine Domenicano stesso, dall’apparizione della Vergine al fondatore nel 1208; enormemente diffusosi soprattutto nel tempo della Controriforma, fu associato da Papa San Pio V alla “Madonna della vittoria”, cioè alla protezione che Maria avrebbe concesso all’armata cristiana che vittoriosamente sconfisse la flotta turca a Lepanto il 7 ottobre 1571.
Maria, per aver tenuto in grembo il Figlio-Gesù, dalla comunità cristiana è sempre stata compresa essere la più potente intermediatrice presso Dio, lei alla quale tutto era maggiormente possibile proprio per quell’intensa vicinanza alla Trinità: per questa ragione la venerazione a Maria da sempre è stata di gran lunga la più fervente e diffusa.

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La preghiera del Rosario, coll’invocare continuo del nome suo, è per il credente un particolare modo di accedere alla Madre di Dio: la recita del Rosario è una pia pratica non riducibile dunque al mero devozionismo, ma anzi carica di un portato teologico molto profondo.


1 Cfr A. D’AUTILIA, in P. L. DE CASTRIS, Il Museo Diocesano di Napoli – Percorsi di Fede e Arte, EDR, Napoli 2008, 170

2 Cfr R. RUOTOLO, Santa Maria delle Grazie a Caponapoli, in AA. VV., Napoli Sacra, EDR, Napoli 2010, 162-163

Visita il Complesso Monumentale Donnaregina

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