Geronimo d’Auria e bottega
(doc. a Napoli tra il 1573 e il 1621)

Cesare Loffredo

Marmo bianco di Carrara;
cm 505 x 260 x 35; 1590-91 ca.
Prov: Napoli, chiesa di Santa Maria di Donnaregina Vecchia

I sepolcri cinquecenteschi con sarcofagi e sculture a tutto tondo dei defunti in demigisant sono dedicati, verosimilmente, ai fratelli Cesare e Carlo Loffredo, morti rispettivamente, secondo Cesare d’Engenio Caracciolo, nel 1570 e nel 1580. Le due opere facevano parte di un ciclo di monumenti gentilizi, commissionati probabilmente tra il 1590 e il 1591 allo scultore Geronimo d’Auria dal nobile Andrea Loffredo, figlio di Cesare, per esecuzione della volontà testamentaria di suo zio Carlo, e destinati alla cappella gentilizia dei Loffredo di Monteforte in Santa Maria Donnaregina Vecchia. I Loffredo erano ascritti al Libro d’oro cittadino; il casato di questi signori di Monteforte, Mugnano e Cardito fu aggregato al patriziato del seggio di Capuana (con sede nell’attuale via Tribunali). La parte inferiore e centrale sotto i monumenti, dove ora gli intarsi del marmo lasciano due spazi di forma ovaloide chiara, ancora nel 1972 era sormontata dalle insegne marmoree, benché poco leggibili, della famiglia (stemma composto di vaio pieno d’argento e d’azzurro); dopo il terremoto del 1980 sono state trafugate.