Agostino Beltrano
(Napoli, 1607-1656? o 1665?)

San Girolamo e l’Angelo

Olio su tela; cm 172 x 198
Firmato a destra, sotto il teschio,“Augustinus Beltranus”
Prov.: Napoli, chiesa di Sant’Agostino degli Scalzi

Maturata la decisione di farsi monaco, per cinque anni il nobile Gerolamo visse da eremita nel deserto tra Siria e Arabia. Colui che secondo la tradizione diverrà cardinale (il mantello color cinabro richiama appunto la veste cardinalizia) e segretario di papa Damaso (che gli affidò la revisione della traduzione biblica dal greco), è qui ritratto come anacoreta, durante la sua visione nel deserto, quando credeva di sentir squillare le trombe del giudizio suonate dagli angeli. Attributi del Santo sono: barba bianca, indice di saggezza; pietra per battersi il petto, come strumento di penitenza; teschio, simbolo di meditazione sulla morte. Il leone accovacciato, guarito dal Santo, ricorda che la forza bruta è vinta grazie alla pietà.