Giovan Bernardo Lama 

(Napoli, 1536-1600 ca.)

Resurrezione

Olio su tavola;
cm 143 x 315;
Prov.: Napoli, chiesa di Santa Maria 
delle Grazie a Caponapoli

Grande impatto visivo, composizione solenne, colorito forte e figure dai tratti scultorei sono gli elementi caratteristici di quest’opera sui momenti salienti della vita del Cristo. Sul cielo di una Gerusalemme fortificata, ecco la presenza prodigiosa e sincrona di sole e luna. I Vangeli dicono che verso mezzogiorno fu buio su tutta la terra, sicché l’eclisse rappresenta il segno di lutto universale in morte del Salvatore. Ma più d’un semplice evento astrologico, siamo nel campo sottile e soprannaturale della teologia. Per Sant’Agostino, infatti, la presenza simultanea dei due luminari in cielo indica il rapporto che unisce i due Testamenti biblici: perché l’Antico (la luna) si può capire solo alla luce del Nuovo (il sole). La critica riscontra nell’artista la forte componente disegnativa di impronta tosco-romana, connessa a esperienze iberiche presenti nell’Italia meridionale. Ai piedi della Croce si trovano la Maddalena le pie donne, San Giovanni e Maria, mentre il ricco Giuseppe d’Arimatea, sul lato sinistro, provvederà a deporre il corpo del Cristo dopo la morte.