Bottega di Filippo Vitale, Giovan Francesco di Rosa, detto Pacecco (?)
(Napoli, prima metà secolo XVII)

Strage degli Innocenti

Olio su tela; cm 225 x 242
Prov.: Napoli, chiesa dell’Incoronata Madre del Buon Consiglio a Capodimonte, depositi

Soldati rabbiosi, madri atterrite, infanti senza vita… “Santi Innocenti” è il nome con cui la Chiesa, nella liturgia, rende omaggio ai piccoli di Betlemme e dintorni sterminati da Erode, nel tentativo di eliminare il temuto “re dei Giudei”, annunciato dai Magi. Sulla base del Vangelo di Matteo, la pietà popolare ha immaginato un genocidio, ma gli esegeti si sono chiesti sempre quanti potessero esser stati i minori di due anni (secondo l’ordine odioso del tiranno) vittime del bagno di sangue. Calcolando l’esigua popolazione indigena e la natalità di quei tempi (ed escludendo le bambine), questi primi martiri innocenti della follia del potere furono una trentina e a loro fu tributato uno dei culti più antichi e pietosi della cristianità.